Proclamato lo stato di agitazione per i dipendenti della Polizia Locale del servizio associato dei Cairoli e del Siccomario

Il servizio associato di Polizia Locale "dei Cairoli e del Siccomario" raggruppa dieci comuni pavesi, ed è costituito da una ventina di persone tra agenti ed Ufficiali.
"L'indizione dello stato di agitazione non è più rinviabile, abbiamo inutilmente atteso dai Sindaci dei Comuni che fanno parte del servizio associato di Polizia Locale risposte che non sono mai giunte. E gli agenti riuniti in assemblea fin dallo scorso novembre ci hanno dato unanime mandato ad aprire la vertenza sindacale." Sono queste le parole con le quali Cesare Bottiroli, segretario della FP CGIL di Pavia comunica lo stato di agitazione sindacale e la richiesta del tentativo preventivo di conciliazione di fronte al Prefetto di Pavia attivata nei confronti di una decina di Enti Locali facenti parte del distretto dei Cairoli e del Siccomario. A due anni dalla istituzione del servizio associato, le problematiche emerse fin dalla costituzione dello stesso non hanno ottenuto risposte (per seguire la vicenda leggi qui), così che FP CGIL, UIL FPL e S.U.L.P.M. si sono viste costrette a mettere in atto quanto già avevano minacciato dallo scorso novembre. Sempre secondo Bottiroli :"Sconcerta l'assordante silenzio e l'indifferenza con le quali diverse Amministrazioni Comunali hanno deliberatamente disatteso le reiterate istanze del Sindacato volte a porre rimedio alle problematiche che di volta in volta emergevano nella gestione del servizio associato. Ad aggravare la situazione ed a rendere non più procastinabile la vertenza è stata la violazione di disposizioni contrattuali sull'erogazione della indennità di turno, da parte di un Ente facente parte la convenzione di Polizia e la mancata armonizzazione degli istituti contrattuali sull'orario di lavoro e sull'equipaggiamento in dotazione agli agenti, chiamati sempre più frequentemente ad agire in obbiettive condizioni di rischio e pericolosità". Ora le Organizzazioni Sindacali attendono di essere chiamate al tavolo prefettizio di conciliazione, dove ancora una volta tenteranno di convincere le Amministrazioni coinvolte della necessità di porre in essere immediate azioni di tutela del personale coinvolto.
admin | 25 gennaio 2017, 14:40
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